Acqua pubblica, Ferrante: “L’acqua non può essere gestita secondo una logica condizionata dalla ricerca del profitto. È un bene pubblico, non è una merce”
Con queste parole Andrea Ferrante ribadisce la sua posizione netta: dire no all’ipotesi della multiutility e difendere il principio dell’acqua come bene comune.
“La Toscana ha una lunga storia di partecipazione e di difesa dei diritti. Proprio da qui deve arrivare un segnale chiaro: non possiamo permettere che la gestione di un bene primario come l’acqua finisca in mano a logiche speculative, lontane dai bisogni reali delle persone.”
Società in house per garantire trasparenza
La proposta è semplice e concreta: trasformare le attuali società di gestione in società in house su base provinciale, capaci di garantire un controllo diretto da parte delle comunità locali. Solo così sarà possibile assicurare la trasparenza necessaria e tutelare l’accesso universale all’acqua come diritto fondamentale.
Un impegno per i cittadini
“Chiediamo che le attuali società di gestione si trasformino in società in house per garantire il controllo diretto delle comunità locali e la trasparenza necessaria per un bene primario come l’acqua.”
L’acqua deve restare pubblica, accessibile e sotto il controllo dei cittadini. È una battaglia di giustizia e di responsabilità che riguarda tutti, perché riguarda il futuro della Toscana.
(Fonte: Ufficio comunicazione)
